I Vigneti

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Vigneti

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  • Il Savara, o La Bionda, (2,75 Ha di pinot nero del 2004) aldilà della strada provinciale poco prima della riva del Nure, si chiama così perché nella adiacente Cascina La Bionda abitava un signore soprannominato “Savara”.
  • La Filanda (0,93 Ha di chardonnay del 2004) viene così chiamata perchè un tempo a Villò si allevava il baco da seta, attività alla quale si dedicavano le donne; le sete di Villò erano in parte destinate a Papa Paolo III Farnese (XV-XVI secolo).
  • La Ferrata (2,09 Ha di pinot nero del 2004) prende nome dal confinante sentiero, un tempo percorso della linea ferroviaria elettrica della Val Nure dove, dal 1932 al 1967, transitava La Littorina, che sostituì la “tramvia” a vapore. Considerata all’epoca un piccolo gioiello tecnologico, poteva raggiungere i 120 km/h e viaggiava su un’unica rotaia. Le littorine erano anche chiamate “Le Piacentine”.
  • Il Pozzo (2,01 Ha di chardonnay a Casarsa del 2005) è il dirimpettaio della Ferrata, posto di fianco a un pozzo.
  • Campo Grande Sopra (4,82 Ha del 2003 a cabernet sauvignon e petit verdot) e, 5b, Campo Grande Sotto (3,4 Ha di barbera del 2003 e di croatina del 2000 a Guyot). Il Campo Grande storicamente non è mai stato vitato, ci sono sempre stati prati o seminativo (mais), fino agli anni ’90 del XX secolo compresi.
  • Sonzone Piccolo (1,18 Ha di malvasia del 1994 a Casarsa) e, 6b, Sonzone Grande (1,94 Ha di pinot nero del 2006). Forse la parola “Sonzone” deriva da un termine dialettale, sungiòn, che indica una terra fertile.
  • Il Poggione (3 Ha a GDC di malvasia del 1984 e, in minima parte, ortrugo del 1978 e moscato) dà la migliore malvasia aziendale e si trova, insieme alla vigna Nasalli, nel punto di massima pendenza presente in azienda, dove il terreno inizia a salire.
  • La vigna dei Nasalli (4 Ha di croatina a Guyot, parte del 2000, parte del 2004) è così denominata perché acquistata dalla famiglia Nasalli Rocca, i cui terreni confinano con quelli di Romagnoli.
  • La vigna Bellaria (0,93 Ha a merlot del 1999) prende nome da una antica cascina posta in un punto ben ventilato.
  • Il Mazzacavallo (1 Ha di barbera del 2006) è un vigneto con un suolo difficile e duro da lavorare che, appunto, “ammazzava i cavalli” quando questi venivano ancora impiegati nelle lavorazioni del terreno, ma il nome potrebbe derivare anche da uno strumento utilizzato per attingere acqua dai pozzi.
  • La Vigna del Gallo (1 Ha di barbera del 2006) dà la miglior barbera aziendale. Laghetto degli Zerbi: il progetto di questo invaso artificiale da utilizzare per l’irrigazione risale al 1930 e nel 1933 se ne stava ultimando la realizzazione. Il laghetto è stato realizzato costruendo una chiusa nel Rio degli Zerbi.
  • La Vigna Ronco (2,2, Ha di barbera e croatina del 1979 a GDC) si chiama così perché si trovava al limitare di un bosco dove finiva la strada (il bosco c’è ancora ma è stato aperto un sentiero), appunto in un “ronco”, cioè una via senza uscita. Chiamata anche Vigna del Lago per la vicinanza al laghetto degli Zerbi.
  • La vigna della Torretta (0,7 ha a croatina del 2006 a Guyot), toponimo già esistente nel 1820, prende nome da un’antica cascina con una piccola torre, andata distrutta.
  • Zerbi, 11,59 ha di barbera a Casarsa, croatina a Guyot, ortrugo e malvasia piantati nel 2005 e nel 2006, confinante con i terreni de La Tosa. Il nome potrebbe derivare dal fatto che qui la terra è stata a lungo incolta (“zerbo” significa “incolto”). Toponimo risalente almeno al 1820.

Vigna del Casone, visibile dal cancello tra Poggione e Nasalli, attualmente non vitata. Il nome deriva dalla presenza di un “casone” per gli attrezzi.


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Il territorio e le colline piacentine

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